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 San Domenico DanzArte


Teatro San Domenico Crema - DanzArte
Stagione DanzArte 2007/2008

GIULIETTA E ROMEO
Venerdì 14 dicembre 2007, ore 21.00
Balletto in due atti liberamente ispirato
alla tragedia di William Shakespeare

con Kledi Kadiu e Anbeta Toromani

Musiche di Sergej Prokofiev
Coreografie di Fabrizio Monteverde
Scene di Fabrizio Monteverde e Carlo Cerri
Maître de Ballet e Assistente alle coreografie Stefania di Cosmo

Coreografia di Fabrizio Monteverde

Prevendita dal 10/12/07
Prenotabile per gruppi entro il 7/12/07


Immagine spettacolo
Immagine spettacoloIl muro decrepito, accumulo di macerie, indica la tragedia lasciata alle spalle: un conflitto mondiale che ha cancellato per sempre "l'età dell'innocenza", ribaltando schemi morali e convenzioni e annientando energie ed emozioni. Ma è anche uno sfondo che segna, come uno spartiacque, la voglia di rinascere a passioni assolute e assaporare fino all'ultimo respiro ogni attimo di vita.
Nell'Italia del secondo dopoguerra, disperatamente assetata di passioni ritempranti dagli orrori del passato (ma è ancora un'Italietta piccola e provinciale, che impianta le liturgie sociali di una nuova classe borghese nella terra grassa e ruvida di un'atavica cultura contadina), lei, Giulietta, diventa il simbolo di un irresistibile desiderio di sfuggire alle regole di quel mondo e dagli obblighi imposti da una condizione femminile che è ambigua nella sua imposta sudditanza, anche se proprio di questa irrefrenabile voglia di emancipazione sarà vittima.
Romeo, invece, è un giovane timido, introverso, solitario, totalmente aperto al desiderio e alla curiosità dell'amore, vittima consapevole della volitiva irruenza della sua leggendaria compagna.
Così lontani eppure così vicini agli archetipi shakespeariani, cristallizzati soprattutto dalla tradizione ballettistica della partitura di Prokofiev (si pensi alle versioni di Cranko, Mac Millan, Nureyev che pure nelle differenti intonazioni hanno come filo rosso comune analoga collocazione temporale e simili impostazioni drammaturgiche), i due amanti immaginati dal coreografo-metteur en scene Fabrizio Monteverde per la sua prima produzione 'a serata', creata nel 1989, dovevano segnare un momento importante per il teatro di danza italiano.
Per la prima volta con questo spettacolo si veniva infatti ad affermare - nell'ardua sfida della composizione di un balletto completo - una scrittura d'autore di danza originale, non soggiogata dai temibili riferimenti 'storici', ma autonoma e sicura nel mettere a fuoco dal plot shakespeariano, scavando con ispirazione 'rabbiosa' nei sentimenti e nei caratteri dei personaggi gli aspetti più consoni all'umore e all'immaginario del coreografo romano, fortemente influenzato da echi cinematografici (da qui il riferimento nell'ambientazione e nei costumi, al cinema neorealista di Rossellini e Visconti), ma anche da riferimenti letterari (così che la Governante di Giulietta ha inquietudini e fremiti che ricordano l'omonima creatura di Brancati), o da citazioni di usanze e costumi nostrani (così che il Ballo diventa una 'vasca' da struscio cittadino, con le donne in piena 'esposizione' delle proprie 'mercanzie' e Giulietta morta indossa il virginale abito da sposa dei funerali meridionali) a tal punto da innalzare a figure importanti – e portanti - del dramma due personaggi sinteticamente trattati da Shakespeare, ma che nella nostra cultura sono fondamentali: le madri dei due protagonisti.
Le quali, in un'autonomia di riscrittura drammaturgica rivendicata appunto da Monteverde, assumono nel balletto una dimensione tragica assoluta e diventano i veri motori immobili della vicenda con la loro presenza ossessiva e opprimente, con i loro odi tessuti in silenzio, una nella sua superficialità di donna-oggetto sottomessa e sciocca, l'altra, inchiodata istericamente ad una sedia a rotelle (alla quale stanno sempre attaccati i figli), beghina, soffocante, terribile dea ex machina della vicenda, con la fatale istigazione alla vendetta per la morte di Mercuzio.
Si tratta di personificazioni forti, che si traducono in una coreografia nervosa, scattante, senza fronzoli, ma nella quale le forze espressive della formazione modern del coreografo si fondono in un legato continuo agli spunti e alle linee della danza neoaccademica.


VIDEO DANCE MOVING
Domenica 24 febbraio 2008, ore 16.:00
Conferenza- spettacolo

Conduce d.ssa Valentina Monelli
A cura di Cro. Me – Cronaca e Memoria dello Spettacolo

Ingresso libero

Immagine spettacolo
VIDEO DANCE MOVING
ALLA SCOPERTA DEL DON QUISCIOTTE


Immagine spettacoloAttraverso filmati conosciuti, rari o inediti proponiamo un viaggio alla scoperta
del Don Chisciotte, il balletto più brillante del repertorio russo ottocentesco e uno dei più amati dal pubblico di oggi. Dalla edizione originale di Marius Petipa, del 1869 sino ai nostri giorni, passando per la versione di Rudolf Nureyev, la più conosciuta in Europa Occidentale che arrivò al Teatro alla Scala di Milano la prima volta nel 1980, per un memorabile debutto che vide protagonisti lo stesso tartaro volante e Carla Fracci.
Interpreti, curiosità, analisi e confronti per comprendere i segreti ed il valore dei purissimi ensemble classici, delle colorite danze di carattere spagnolo e dei virtuosismi mozzafiato dei suoi protagonisti Kitri e Basilio.

Valentina Bonelli
Giornalista e critico di danza collabora con varie testate, tra le quali i mensili Vogue Italia e L’Uomo Vogue, la rivista on-line della Condé Nast Style.it, il periodico di settore Tuttodanza, i magazines Riflessi e Ulisse. E’ critico di danza per il quotidiano La Gazzetta di Parma. E’ autrice di saggi per programmi di sala dei principali teatri e festival italiani e tiene conferenze sulla danza. Dalla prima edizione collabora come consulente con il Festival ParmaDanza del Teatro Regio di Parma. E’ in preparazione un suo libro sul balletto russo.


DON QUISCIOTTE
Sabato 1 marzo 2008, ore 21.00
con
Chiara Gasparini nel ruolo di Mercedes/Dulcinea
Maria Cristina Cassamali nel ruolo di Kitri
e i Ballerini e gli artisti della Compagnia di Balletto “Artedanza ‘95”

Musica di Ludwing Minkus
Maestro danza spagnola William Edward Saville
Costumi Maria Cristina Cassamali
Coreografia e regia di Stefanio Gitti da Petipa e Gorski

Prevendita dal 25/02/08
Prenotabile per gruppi entro il 22/02/08


Immagine spettacolo
Immagine spettacoloQuella tra El ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancha e la danza è una relazione antica: la prima versione di una coreografia ispirata al celebre romanzo risale infatti al 1740 ad opera di Franz Hilverding a Vienna.
Alla quale seguirono, anche a distanza di pochi anni, numerose altre realizzazioni. Ma sebbene non sia tratti né del primo né dell’ultimo balletto ispirato al capolavoro di Miguel de Cervantes è la versione nata sul libretto di Marius Petipa nel 1869 quella attraverso cui il visionario cavaliere errante entrò stabilmente nel numero dei più noti titoli di balletto.
All’apice della sua carriera, Petipa ricevette dalla direzione dei Teatri Imperiali l’incarico di creare una nuova coreografia per il balletto del Bols?oij e, ricavando da un episodio del Don Quisciotte, imperniò l’intera vicenda sull’amore tra Kitri (Quiteria nel romanzo) e il barbiere Basilio, contrastato dal padre della donna che vorrebbe sposare la figlia al ricco Gamache. Con un inganno i due innamorati riusciranno a ottenere la benedizione paterna.
Per il suo balletto Petipa immaginò una Spagna popolata di individui gioiosi e solari, e vivacizzò la coreografia, interpolandovi alcuni episodi di carattere comico ed inserendovi numerose danze di carattere dal sapore spagnoleggiante. Questa versione ballettistica del Don Quisciotte, lontanissima dalle complessità del romanzo e dalla tragicità del protagonista di Cervantes, qui ridotto quasi a un comprimario, divenne dunque una storia di gente comune impegnata nella ricerca di una felicità quotidiana.
La musica di Ludwig Minkus, all’epoca compositore ufficiale dei balletti del Teatro Bolshoi dal 1864 è strettamente funzionale alle esigenze della coreografia, e quindi difficilmente valutabile in maniera autonoma, ma essa risulta indubbiamente efficace, visto che il pubblico continua a dimostrare la propria approvazione nei confronti di questa opera.
Dopo la prima versione, presentata a Mosca nel 1869, la coreografia di Petipa fu più volte ripresa, spesso con importanti modifiche, le prime delle quali apportate dallo stesso Petipa che, in occasione della ripresa del balletto nel 1871 a San Pietroburgo - dove il pubblico coltivava gusti più raffinati di quello moscovita - volle rendere più elegante il libretto eliminando le scene comiche e smorzando gli aspetti troppo folcloristici delle danze spagnole. Dopo essere divenuto uno dei massimi successi delle compagnie di danza russe, il Don Quisciotte approdò nel 1924 a Londra dove la compagnia di Victor Dandré e Anna Pavlova incorse in un singolare inconveniente: secondo l’uso comune infatti si era procurato un cavallo da far montare a Don Quisciotte ma, poiché l’animale appariva eccessivamente robusto per “interpretare” efficacemente Ronzinante, venne truccato in maniera da “snellirlo”. Un accorgimento efficace visto che le autorità inglesi ritennero doveroso verificare se l’animale fosse malnutrito.


Il Giardino Giapponese CCC
Domenica 6 aprile 2008, ore 15.00 – 18.00 – 21.00
Compagnia T.P.O. – Teatro Metastasio di Prato

con il sostegno di:
"Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Dipartimento dello Spettacolo"
e "Sistema regionale dello spettacolo Regione-Toscana"

Prenotabile per gruppi entro il 28/03/08
Prevendita dal 31/03/08

Immagine spettacolo

Il Giardino Giapponese CCC
[children cheering carpet]

Immagine spettacoloCCC è una azione teatrale che propone un itinerario all'interno di ambienti virtuali ispirati al giardino giapponese. Il giardino giapponese è in sé una forma di racconto. I laghi, le pietre, i sentieri, i "passi perduti", il giardino zen e gli altri scenari collegati seguono un'idea artistica codificata, mirata a ricostruire artificialmente un paesaggio ideale. CCC è composto da cinque piccoli giardini "sensibili", ognuno dei quali propone una esplorazione a volte individuale a volte in gruppo: un prato, un lago, un ponte, i fiori, il mare. Ciascuno di questi ambienti sviluppa un'azione teatrale interattiva basata sul rapporto percettivo e ludico con gli elementi naturali. I giardini, composti da immagini proiettate dall'alto su di un tappeto bianco corredato da sensori a pressione, si aprono, suggeriscono giochi, creano un contatto dinamico, comunicano in forma di poesia visiva attraverso immagini e suoni animati in tempo reale. Al pubblico (ragazzi e adulti) viene lasciata ampia libertà nel trovare il proprio approccio al gioco o all'esplorazione. Non ci sono regole, tempi o modalità interpretative rigide. CCC è un ambiente digitale pensato per dare valore teatrale al racconto, al movimento e all'azione spontanea.
 


       

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Precedenti:
Teatro San Domenico Crema - DanzArte
Stagione DanzArte 2006/2007 – 02 Novembre, 2006

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