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 Teatro del Viale di Castelleone


Stagione teatrale "Si fa sera"
Tutti gli spettacoli in programma nella stagione 2007/2008

OPERA LIRICA

10 NOVEMBRE 2007 - ORE 21.00
COMPAGNIA OPERABALLETTO IN

MADAMA BUTTERFLY
DI GIACOMO PUCCINI

OPERA LIRICA IN TRE ATTI DI GIACOMO PUCCINI

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Allestimento completo di scene, costumi, orchestra
Regia: Ruggero Bogani - Direttore: Maestro Delio Cassetta
Cast in fase di definizione

Al Teatro del Viale quest’anno l’opera raddoppia. Due titoli anziché uno, come nelle precedenti stagioni. Due capolavori che portano la firma di Giacomo Puccini del quale, nel 2008, ricorre il 150° anniversario della nascita.
Madama Butterfly è il primo titolo che viene proposto nella stagione 2007-2008 con la figura dell'infelice geisha, a cui Puccini lavorò fino a farla diventare un capolavoro che gli appartiene intimamente, come l'autore stesso ebbe modo di dire.

Sbarcato a Nagasaki, Pinkerton (tenore), ufficiale della marina degli Stati Uniti, per vanità e spirito d'avventura si unisce in matrimonio, secondo le usanze locali, con una geisha quindicenne di nome Cio-cio-san, termine giapponese che significa Madama (San) Farfalla (cio-cio), in inglese Butterfly (soprano), acquisendo così il diritto di ripudiare la moglie anche dopo un mese; così infatti avviene, e Pinkerton ritorna in patria abbandonando la giovanissima sposa. Ma questa, forte di un amore ardente e tenace, pur struggendosi nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell'amato.
Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non solo: accompagnato da una giovane donna, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti, è venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless (baritono), per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali.
Soltanto di fronte all'evidenza dei fatti Butterfly comprende: la sua grande illusione, la felicità sognata accanto all'uomo amato, è svanita del tutto. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, in silenzio, senza clamore; dopo aver abbracciato disperatamente il figlio, si immerge un pugnale nel petto (facendo Harakiri).
Quando Pinkerton, sconvolto dal rimorso, entrerà nella casa di Butterfly per chiedere il suo perdono, sarà troppo tardi: la piccola geisha ha già terminato di soffrire.

Prevendita biglietti dal 27 ottobre 2007


PROSA

27 NOVEMBRE 2007 - ORE 21.00
GIANFRANCO D'ANGELO IN

NEMICI INTIMI
DI MARIO SCALETTA

con Simona D'Angelo, Caterina Sylos Labini
Regia : Patrick Rossi Gastaldi
Scene: Alessandro Chiti

Torna Gianfranco D’Angelo al Teatro del Viale, già conquistato con allestimenti coinvolgenti e di grande spessore e dinamicità. Questa volta è il rapporto tra padri e figli ad aver ispirato l’autore e il regista nonché lo stesso protagonista pronto a regalare al pubblico due ore di risate non fini a se stesse ma improntate ad un’analisi di un vero e proprio ‘fenomeno’.

Michael Hut famoso sceneggiatore di Hollywood in crisi. Divorziato da 18 anni.
Ha una compagna, Hilary – con la quale divide saltuariamente la sua casa - che tenta con amore inutilmente di spronarlo per farlo ritornare alla brillantezza di un tempo. Neanche Ted il suo migliore amico - un vicino di casa invadente e con evidenti problemi di identità sessuale, e forse segretamente innamorato di lui – riesce a smuoverlo dalla pigrizia creativa nella quale Michael si crogiola. Pur di non far niente… è disposto a tutto. All’improvviso arriva nella sua vita come un uragano Jenny, sua figlia che non vedeva da 18 anni. La ragazza vuole fortissimamente due cose: fare l’attrice e soprattutto riconquistare il rapporto con il padre.
18 anni sono tanti, la vita li ha cambiati entrambi. Jenny lo mette di fronte alle sue responsabilità di padre, pian piano si insinua nella sua vita con la naturalezza e l’entusiasmo di una ragazzina; gli ridipinge casa, gliela rimette in ordine e dopo i primi momenti di smarrimento e di fastidio per quello tsunami inaspettato il padre comincia ad essere affascinato dalla gioiosa vitalità della figlia fino ad esserne del tutto conquistato. A poco a poco abbandona la sua pigrizia esistenziale e attraverso divertenti e infuocati scontri verbali con la figlia e con l’onnipresente amico Ted riaffiorano ricordi, episodi, responsabilità di un passato che fino ad allora aveva ostinatamente cercato di cancellare.
Ricomincia a scrivere e a vedere tutto sotto una nuova luce compresi i rapporti indolenti che fino ad allora aveva avuto con la sua compagna Hilary e con il suo migliore amico Ted. Michael ha ritrovato l’entusiasmo di vivere ma soprattutto sua figlia.
Ma quando il padre comincia ad abituarsi a questa nuova vita e alla gioiosa presenza della figlia la ragazza decide che è il momento di ritornare a casa dalla madre con la quale ha sempre vissuto e che l’ha sempre capita e guidata.
Jenny riesce persino a far parlare i due genitori per telefono. Al momento della separazione tra padre e figlia, Jenny vedendo negli occhi del padre una profonda delusione, gli dice la famosa frase che ha sentito più volte dall’amico Ted “ SE MI VUOI FAMMI UN FISCHIO” .
Una commedia che affronta il tema attualissimo dei rapporti padri-figli con sentimento
ironia e soprattutto grande divertimento.

Prevendita biglietti dal 10 novembre 2007


PROSA

14 DICEMBRE 2007 - ORE 21.00
MARIANELLA LASZLO IN

NATALE IN CUCINA
DI ALAN AYCKBOURN

traduzione Masolino D’Amico
con: Gianfranco Candia, Maria Laura Rioda
Barbara Porta, Dario Biancone, Angelo Zampieri
regia Giovanni Lombardo Radice
scene Alessandro Chiti
costumi Angela Davis

Alan Ayckbourn è ormai diventato un grande classico del teatro comico, considerato al livello di un Cechov inglese e rappresentato in tutto il mondo con successo e divertimento irresistibile. Fra una risata e l’altra, costringe l’esilarato spettatore a riflettere sulle piccole miserie quotidiane e le ansie dei suoi personaggi, sulle ambizioni umane, sui loro destini. In Natale in cucina, considerato il suo capolavoro, la sua abilità psicologica ci racconta la vita di tre coppie di coniugi che si fanno visita in tre anni successivi al tradizionale party della vigilia di Natale, ma la vicenda, per una serie di equivoci e contrattempi di sfrenata comicità, finisce per svolgersi solo nelle rispettive cucine delle tre coppie. Nel primo atto la coppia piccolo borghese è travolta dalla tragedia dell’acqua tonica che la padrona di casa ha dimenticato di comprare, nel secondo, la coppia intellettuale vive la patologica depressione della moglie, che fa di tutto per suicidarsi, senza che nessuno degli ospiti se ne accorga, equivocando le sue intenzioni con effetti di devastante comicità. Nel terzo atto siamo nella cucina della coppia più altolocata, il riscaldamento si è rotto e in quel gelo la padrona di casa delira ubriaca, mentre i destini iniziali si ribaltano: gli squallidi arrampicatori sociali sono ormai alla vetta del successo e gli altri sono costretti a stare al loro gioco.

“L’esperienza mi ha insegnato che i grandi autori, come è Ayckbourn vanno messi in scena nel più assoluto rispetto delle loro intenzioni. Rispettare Ayckbourn vuol dire immergere la messa in scena nella più assoluta verosimiglianza, guidare gli attori a immedesimarsi con i personaggi evitando qualsiasi eccesso e caricatura e rendendo credibili anche gli incidenti e gli equivoci apparentemente più assurdi. Solo così si otterrà l’effetto “buco della serratura”, in cui il pubblico ha l’impressione di sbirciare dal buio della sala nella vita di persone vere. La ricetta funziona immancabilmente. Ho messo in scena molti testi di Ayckbourn e non ho mai sentito ridere così a teatro”.

Prevendita biglietti a partire da mercoledì 28 novembre 2007


OPERA LIRICA

18 GENNAIO 2008 - ORE 21.00
COMPAGNIA OPERABALLETTO IN

TOSCA
DI GIACOMO PUCCINI melodramma in tre atti

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Allestimento completo di scene, costumi e orchestra,.
Regia: Ruggero Mogani
Direttore Maestro Concertatore: Luca Tieppo
Cast in via di definizione

Con questo secondo titolo si compie l’omaggio del Teatro del Viale al compositore Giacomo Puccini. Nell’anno del 150° anniversario due titoli per ricordarne la grandezza.

Mario Cavaradossi ritraendo in un quadro Maria Maddalena le da il volto della marchesa Attavanti che ha visto più volte entrare nella cappella. Da questa cappella esce Cesare Angelotti, fratello della marchesa evaso poco prima da Castel Sant'Angelo dove il barone Vitellio Scarpia, capo della polizia l'aveva fatto rinchiudere. Cavaradossi, di sentimenti liberali, gli offre rifugio nella sua villa . Sopraggiunge Tosca, cantante famosissima ed amante di Cavaradossi, che visto il ritratto dell'Attavanti si ingelosisce ma, prontamente rassicurata dal pittore si allontana per ritornarvi quasi subito. Nella Cappella non trova più l'amante e riprendono i morsi della gelosia che Scarpia, da tempo innamorato di Tosca, rinfocola.
Scarpia apprende del gendarme Spoletta che Angelotti è irreperibile ma che certamente Cavaradossi conosce il suo rifugio, quindi lo ha arrestato. Inizia l'interrogatorio di Cavaradossi che, pur conoscendo il nascondiglio dell'evaso, non parla. Il pittore viene sottoposto a torture. Tosca, disperata rivela il nascondiglio di Angelotti. Nel frattempo giunge un gendarme e informa che a Marengo Napoleone ha vinto. Scarpia rimasto solo con Tosca la ricatta : se gli si concede potrà salvare Cavaradossi dalla prigione e con lui lasciare Roma. Intanto Angelotti per evitare la cattura si uccide. Tosca sempre più sconvolta chiede a Scarpia, in cambio di ciò che egli pretende, un salvacondotto per se e per il suo amante. Il capo della polizia acconsente ma, mentre si accinge a firmare il documento Tosca, afferra un coltello e lo pugnala.
Cavaradossi prima di essere giustiziato inizia a scrivere una lettera che un carceriere, in cambio di un anello consegnerà a Tosca, ma i ricordi gli si affiorano e si interrompe commosso. Di li a poco arriva Tosca, mostra i salvacondotti all'amante e con lui esulta di gioia. Tosca esorta Cavaradossi a fingersi colpito quando il plotone di esecuzione sparerà a salve, ma Scarpia l'ha ingannata. La scarica dei soldati uccide Cavaradossi e Tosca disperata sfugge a due poliziotti che nel frattempo hanno scoperto l'uccisione di Scarpia e si getta nel Tevere.

Prevendita biglietti da sabato 15 dicembre 2007


PROSA

09 FEBBRAIO 2008 - ORE 21.00
MARIO ZUCCA E MARINA THOVEZ IN

SEPARAZIONE
DI TOM KEMPINSKI

Traduzione e adattamento di Marina Thovez
Scene di Eugenio Guglielminetti
Regia di Marina Thovez

Mario Zucca e Marina Thovez tornano al Teatro del Viale con una straordinaria produzione. Un testo splendido di Tom Kempinski portato in scena con meravigliosa e coinvolgente capacità interpretativa. Un’altra prova di talento della coppia che in passato ha regalato piéce straordinarie agli spettatori del ‘Del Viale’ e di numerosi teatri nazionali. L’allestimento è ripreso dal 2006, anno in cui ha calcato importanti scene con unanimi consensi e favori di pubblico e critica.
Fantastica la scenografia del maestro Eugenio Guglielminetti.

“Separazione” è la storia di un rapporto telefonico tra Sarah, attrice newyorkese, e Joe, commediografo londinese, ‘separati’, appunto, da un oceano.
I due non si conoscono, ma il destino intreccerà le loro esistenze. Sarah vuole mettere in scena una famosa commedia di Joe e lo chiama per chiedergli il permesso. Tutto finirebbe qui, se non fosse che Joe, bloccato da tempo sulla pagina bianca, buffo malato di agorafobia, ciccione e solo, ha un forsennato bisogno di parlare con qualcuno. Da qui la trafila delle sorprendenti telefonate che raccontano la scoperta della non casuale affinità tra Sarah e la protagonista della commedia, la nascita di una grande amicizia, la voglia di ricominciare a scrivere, forse addirittura l’amore, ma anche le terribili cattiverie che nascono dalla paura dell’abbandono. E finalmente… l’incontro. Ma Joe si tira indietro ed è di nuovo: separazione.
Come si può rinunciare alla vitalità bella e intelligente di Sarah? E’ la solita vigliac-cheria dell’uomo che non vuole impegnarsi? Che preferisce i propri tic all’amore di una donna che lo ha quasi resuscitato? No. Kempinski non è così banale e Joe a sorpresa spiazzerà tutti quanti regalandoci una catarsi che è un suggerimento a guardare le cose con una angolatura insolita, un invito a lasciare la porta aperta, come segno di fiducia, fiducia in se stessi e nell’altro, nella vita. La vita è coraggio, ci dice l’autore, e “Separazione” è, in realtà, la storia di un commovente, fragile avvicinamento.

Prevendita biglietti da sabato 19 gennaio 2008


PROSA

27 FEBBRAIO 2008 - ORE 21.00
ANNA MAZZAMAURO IN

SIGNORINA SILVANI... SIGNORA PREGO!
DI ANNA MAZZAMAURO

e con Alberto Donatelli, Pino Baronia e Gabriele Tortorelli
Regia: di Pino Strabioli
Scene: Giulia De Mauri
Costumi: AntonioVentura

Grande interprete in teatro come sul grande schermo Anna Mazzamauro giunge a Castelleone con uno spettacolo irresistibile e rodato e un personaggio la signorina Silvani, sogno proibito di Fantozzi, che le ha dato celebrità.

L’attrice romana inarrivabile interprete comica, simbolo della spontaneità e dell’intelligenza femminile, dopo oltre trent'anni di carriera alle spalle torna a giocare con se stessa rispolverando, attraverso una lettura del tutto personale e soggettiva, il personaggio che l’ha resa celebre: la mitica ed eccentrica segretaria del ragioniere Fantozzi, la vamp alla scrivania nota a tutti come la Signorina Silvani.

“Chi ha paura della Signorina Silvani? La risposta è io. Da sempre. Come ho paura delle fotografie con dedica e cornice perché inesorabilmente diventeranno dagherrotipo. Terrore della seppia e del suo colore. Allora, perché non chiamarla cartone animato, come Minnie, come Paperina? Silvani e basta. Loro senza cognome, lei senza nome. Ma animate, noi tre insieme, da una parentela virtuale, quella della simpatia che il pubblico ha decretato verso i loro difetti. Sui quali una grande virtù spalma una crema che gonfia la gola, i polmoni, le labbra: la risata , mal che vada un sorriso. Ma tra una risata e l'altra! Come in un film di Woody Allen la Signorina Silvani è uscita dallo schermo con il suo abito rosso-sesso, la collanina di cuoricini rubati agli uomini, ai lobi due cuori di Fantozzi. Due, tanto la ama! E lei lo guarda di nuovo come sempre e non si accorge che questa volta non c'è davvero. Tanto lo ha sempre guardato come se non ci fosse! E non cambia nulla. Le stesse manie di donna che crede di essere una bomba sexy e siccome non è sexy le rimane la bomba che le scoppia tra i denti, come al gatto Silvestro. La sua solitudine con calze smagliate e corda da sostituire alla collana, ma più stretta. Abito da Rita Hayworth che trasforma le curve della Silvani in deviazioni!
Single per scelta. Ma degli altri! E' la prima dell'ufficio: entrando a sinistra. E' una donna che sembra un uomo inferiore! Tutte le donne però saranno grate alla Silvani. Quelle tra il pubblico perché proveranno la rara emozione di sentirsi migliore di un'altra. E quella sul palcoscenico, io, che quando i giri di rughe faranno contare i miei anni sulla mia faccia come un albero tagliato non avrò il cruccio delle attrici bellissime che soffrono perché non lo sono più e non possono neanche piangere perché il chirurgo ormai ha potuto solo disegnare i loro occhi sotto la fronte! Ma potrò gridare al mondo: La bruttezza ha un vantaggio sulla bellezza: che dura! Chi aveva paura della Signorina Silvani?”

Prevendite biglietti da sabato 9 febbraio 2008


OPERETTA

09 MARZO 2008 - ORE 17.00
LA COMPAGNIA DELL'ONIRO IN

VARIETE' D'OPERETTA
CON EDOARDO GUARNERA E PIPPO SANTONASTASO, Cosetta Gigli, Italo Ciciriello, Luigi Paulucci, Annalisa Massarotto e Les Grisettes.
Dirige il maestro Stefano Sovrani

Quello che viene proposto quest’anno è un vero e proprio omaggio all’operetta, ai suoi branic pià celebri e alle gag che hanno fatto la storia di questo genere. A portarlo in scena saranno gli artisti della Compagnia dell’Oniro, già protagonisti nelle precedenti stagioni degli allestimenti di ‘Al Cavallino Bianco’ e ‘La vedova allegra’. Un cast forte della presenza di uno straordinario tenore, Edoardo Guarnera, e di un comico che non ha bisgono di presentazioni, Pippo Santonastaso.

Si tratta di un vero e proprio concerto- spettacolo:
Pippo Santonastaso, dalla comicità surreale, si cala nel magico mondo dell’operetta facendo alternare gli artisti: Tenore-soprano-soubrette- brillante, in duetti e gags, delle arie più belle delle operette più famose: La Vedova Allegra, Cin Ci Là, Il Paese dei Campanelli, Al Cavallino Bianco, Il Conte di Lussemburgo, La Principessa della Czardas, La Contessa Marita e tante altre operette famose.
Grandi risate, bellissime musiche, lustrini e paillettes, che fanno ritornare il pubblico dai capelli d’argento a ritroso nel tempo e facendo scoprire ai più giovani un genere di spettacolo nuovo, (anche se datato). Lo spettacolo si compone di due atti e tutti i brani vengono eseguiti rigorosamente in costume relativi all’operetta.

La serata vive della collaborazione con il Comune di Castelleone che per i suoi residenti dai capelli d’argento promuove un’iniziativa volta a consentire loro di vivere una splendida serata a teatro in compagnia di uno degli allestimenti operettistici maggiormente coinvolgenti. Sconto sul biglietto e possibilità di trasporto rientrano nella proposta. Per informazioni contattare gli uffici sociali del Comune di Castelleone (Tel 0374/3561)

Prevendita biglietti a partire da mercoledì 19 febbraio 2008


PROSA

28 MARZO 2008 - ORE 21.00
NANDO GAZZOLO IN

IL BURBERO BENEFICO
DI CARLO GOLDONI

con Margherita Adorisio, Carla Guido
Nicola Ciccariello, Mario Schittzer e Stefania Benincaso
adattamento in due tempi di Giovanni Antonucci
regia: Maurizio Faraoni
scene e costumi: Maria Paradiso
musica: Federico Bonetti Amendola

La stagione del Teatro del Viale si chiude con un grande autore, Goldoni, del quale è ricordato in cartellone il 300° anniversario della nascita, e un grande interprete, Nando Gazzolo. Attore di teatro e cinema riesce a regalare al burbero goldoniano naturali comicità e contraddittorietà che nascono dalla doppia indole del personaggio.

Un dialogo su due linee parallele basato su argomenti diversi che si incontrano e scontrano è l’origine del malinteso su cui si basa la commedia. Un equivoco linguistico, dunque, durante una partita a scacchi che viene sempre rimandata perché la storia si intromette e sovrappone. Come la partita vede di fronte due avversari così questi personaggi goldoniani sono sempre doppi. Il titolo è già doppio (burbero e benefico, parole in contrapposizione tra loro) è doppio il “nostro” Burbero che nasconde una duplice indole, una qualità negativa (burbero) e una positiva (benefico) Così tutta la comicità nasce proprio dalle sue qualità negative che muovono i malintesi della storia. Sono doppi anche il nipote e la moglie, descritti come figurine vanesie, tipiche di un settecento frivolo e inconsistenze, mentre nascondono qualità umane che nello svolgersi della vicenda prenderanno corpo.
Il “Burbero” sviluppa la grande tradizione della commedia goldoniana, appartiene alla categoria dei “todari” che non parlano ma brontolano. Questa duplice personalità del vecchio Geronte e degli altri personaggi la si è voluta vedere come conseguenza di un forte cambiamento di pensiero che si andava attuando nel 700 in particolare in Francia dove Goldoni si era trasferito, ma, non più giovane e abituato ad una realtà italiana più statica, aveva difficoltà a liberarsi delle strutture sperimentate e a sposare per intero la visione illuminista. Questo stato di sospensione crea nella commedia un gioco che l’abilità consumata dell’autore sa tessere con maestria. I personaggi sono sempre diversi da come appaiono, così però escono definitivamente dalla commedia dell’arte
Anche oggi ci troviamo in una fase di cambiamenti continui, che generano, nei soggetti più sensibili, una sorta di sospensione. E’ questo l’aspetto che si è voluto evidenziare con il nostro allestimento. Pur rimanendo in una tipica ambientazione goldoniana, si sottolinea la difficoltà generata dal parziale consumo della comunicazione che impedisce agli interlocutori di comprendersi appieno. Non quindi un Goldoni malinconico e lezioso, ma una commedia ricca di umanità, dove i personaggi si muovono senza comprendersi tra loro. Questa dimensione “astratta” coincide con un senso ironico della vita da cui scaturisce una deliziosa comicità.

Prevendita biglietti da mercoledì 12 marzo 2008   


       

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